Una scala per il successo

Dovevo parlare col direttore. Ero certa che avrei avuto la promozione…quasi certa: a contendermela c’era quell’oca di Valentina… Ma non avevo motivo di preoccuparmi: avevo lavorato sodo e meritavo di essere premiata! 

Giunta in ufficio corsi su per le scale. Volevo essere la prima, ma la porta del direttore era già chiusa.

Com’è possibile?! Con chi sta parlando?! Cercai di origliare, sentii soltanto stridule risatine: era la voce dell’oca… era riuscita ad entrare prima di me!!

Ero agitata, battevo i tacchi sul pavimento… Nervosismo? Certo, ma avevo anche urgenza di andare in bagno, solo che era troppo lontano. Maledizione!

Dovevo trattenerla: non potevo perdere il turno perché dalle scale sopraggiungevano altre persone che chiedevano del direttore. Quell’arpia era dentro da più di 30 minuti. E se stesse dando la promozione a lei?! Pensai… Non può essere… non sarebbe giusto! Come potevo evitare che l’irreparabile si compiesse?! Il tempo era scandito dal sempre più incalzante andirivieni dei miei tacchi!

Dovevo fare qualcosa! Escogitai… agii.

Finalmente la porta si aprì, era il mio turno. Ancora risate e saluti, il direttore era libero! Valentina si allontanò trionfante. Io entrai sfoggiando il sorriso di chi è sicuro del fatto suo! All’improvviso si udì il suono di un’ambulanza… Non fu certo colpa mia se l’oca cadde per le scale! Cosa c’entro io se scivolò su dell’urina assassina?!

 

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